By / 15th dicembre, 2014 / Bed & Breakfast Como / Off

La Brianza (in dialetto brianzolo Brianza o Briansa) è una regione della Lombardia, per la quale non esiste un vero e proprio riconoscimento politico-amministrativo. Per quanto concerne l’etimologia, il nome Brianza deriva probabilmente dal termine celtico brig (colle, altura) il quale si mantiene col medesimo significato ancora oggi – per lo più nella forma bricch – in molti dialetti settentrionali, tra cui il brianzolo[1]. Come confini generali della regione si possono indicare il Canale Villoresi a sud, l’Adda a est, le valli prealpine a nord e il fiume Seveso a ovest. Nonostante la mancanza di un’istituzione territoriale, il senso d’appartenenza a quest’area è decisamente spiccato tra i suoi abitanti. Le diverse zone della Brianza presentano del resto numerosi tratti che le accomunano tra loro e le differenziano dal resto della Lombardia, di natura geografica, demografica, economica, sociale, culturale e linguistica.

Como e il suo Lago

Città di confine in bilico tra differenti culture, Como vive prima di tutto in quanto capitale del suo lago, come se questo costituisse un piccolo mondo a sé stante. Situazione contraddittoria se si pensa al carattere laborioso e provinciale dei suoi abitanti e al turismo internazionale legato allo splendido scenario naturale. La città vorrebbe infatti rivestire i ruoli di centro industriale e di centro turistico allo stesso tempo, sebbene l’industria della seta (attività tipicamente comasca) sia in forte crisi e la mentalità turistica non ancora del tutto formata.

Il centro della città è situato sul lungolago, a pochi passi da piazza del Duomo, una delle maggiori cattedrali lombarde. Il nucleo storico presenta ancora l’aspetto dell’originario castrum romano, con mura medievali ben conservate e grandi torri di vedetta (Porta Torre, Torre Gattoni, S.Vitale). Notevoli sono le chiese di S.Abbondio e S.Fedele, cuore della città murata, mentre autentici capolavori sono i palazzi razionalisti eretti dal comasco Giuseppe Terragni: la ex-Casa del Fascio, il Monumento ai Caduti e il Novocomum. Nei pressi, il Tempio Voltiano custodisce dei cimeli dello scienziato Alessandro Volta, altro illustre comasco inventore della pila elettrica. Villa Olmo è sede di mostre d’arte di alto livello, mentre la funicolare che collega la città al panoramico monte di Brunate completa l’itinerario della visita. Sono classiche le gite in battello sul lago.

Partendo da Como e risalendo lunga la sponda occidentale (la più frequentata), si incontra Cernobbio, sede di grandi ville signorili quali Villa d’Este, Villa Erba e Villa Pizzo, quest’ultima costruita nel XVI secolo. A Moltrasio soggiornarono il musicista Vincenzo Bellini e il Primo Ministro inglese Winston Churchill. Dopo Laglio – il paese di George ClooneyBrienno è uno dei borghi più suggestivi, rimasto praticamente intatto da oltre un secolo. Qui il paesaggio si apre verso i monti del centro lago, particolarmente suggestivi se visti in una limpida giornata di vento: il Tivano, che spira alla mattina da nord, e la Breva, al pomeriggio, da sud.

L’unica formazione insulare del lago è l’Isola Comacina, di modeste dimensioni ma carica di storia. Nel medioevo, infatti, l’isola era una roccaforte indipendente che subì ripetuti assedi e distruzioni. Durante la Guerra decennale (1118-1127) tra Como e Milano si schierò con Milano. Per vendicare il tradimento subito, il Comune di Como con l’aiuto dell’Imperatore tedesco Federico Barbarossa assediò e distrusse definitivamente la fortezza degli isolani nel 1169. Da allora, l’isola è rimasta totalmente disabitata. Le uniche costruzioni superstiti sono la secentesca chiesetta di San Giovanni – unica rimasta delle nove presenti – la locanda con annesso ristorante (famosa per i soggiorni del regista Alfred Hitchcock) e le piccole costruzioni razionaliste opera dell’architetto Pietro Lingeri. Le rovine dell’antica Basilica di Santa Eufemia sono il simbolo della storia lariana, rievocata annualmente nella Sagra di San Giovanni.

L’isola è delimitata da una baia detta “Zoca de l’oli” (conca dell’olio), così chiamata per la tranquillità delle acque lacustri e per la crescita spontanea dell’ulivo. Il famoso campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena e il Sacro Monte di Ossuccio con il santuario della Madonna del Soccorso e la basilica di S.Benedetto sono stati inseriti dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale.

A nord dell’isola si protende il dosso del Lavedo, che delimita i golfi di Venere e Diana e che culmina nella stupenda Villa Balbianello, patrimonio del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Qui sono state girate alcune scene dei film “Piccolo mondo antico” e, più recentemente, Guerre stellari e Agente 007 – Casinò Royale.

Risalendo la sponda occidentale si incontrano i paesi di Tremezzo, Cadenabbia e Griante (quest’ultimo già luogo di villeggiatura del cancelliere tedesco Konrad Adenauer), meta del tradizionale turismo anglosassone. Sono obbligatorie una visita ai giardini di Villa Carlotta e una passeggiata alla panoramica chiesetta di San Martino.

L’ampio paesaggio dell’alto lago è caratterizzato da un aspetto più solitario. Qua il lago è spesso mosso e la breva (vento regolare da sud)fa di questa zona un paradiso per i velisti. Rezzonico sembra uno spaccato delle Cinque Terre adagiato su uno sperone battuto dal vento, mentre a Dongo si consumò l’ultimo atto della storia del Fascismo, con la cattura di Benito Mussolini e la sua fucilazione a Giulino di Mezzegra. Poco più avanti, Gravedona è sede di uno dei massimi esempi dell’architettura romanica lombarda: la Chiesa di Santa Maria del Tiglio.

Al limite settentrionale del Lario, alla confluenza dei fiumi Mera e Adda, si stende l’oasi naturale del Pian di Spagna, area pianeggiante di grande interesse naturalistico. Tutt’intorno è il regno dei wind-surf e degli sport acquatici, che d’estate animano i numerosi campeggi della zona. Si prosegue scendendo lungo la sponda orientale, oltre Colico, dove le montagne formano un’insenatura nominata laghetto di Piona e nelle cui vicinanze sorge l’omonima abbazia cistercense. Il monte Legnone domina la scena, alto 2609 metri. Poco più a sud, in un’atmosfera quasi fuori dal tempo, è il pittoresco borgo di Corenno Plinio.

Si ritorna quindi nel centro lago, a Varenna, con Villa Monastero e il castello di Vezio. A Varenna si può prendere il ferry-boat e sbarcare direttamente a Bellagio, lasciando sulla sinistra il ramo manzoniano che si allunga verso Lecco. Si tratta del ramo meno frequentato, caratterizzato da rocce a strapiombo e piccole spiagge di ghiaia. Da Varenna , passando da Perledo ci si può innerpicare sulla strada provinciale che percorre la Val d’Esino che, lasciando alle spalle il panorama del centro lago porta il visitatore a gustare i suggestivi scenari della conca di Esino Lario, tra verdi pascoli e infiorate praterie di essenze alpine. Da qui sono innumerevoli i percorsi di montagna che si diramano verso il massiccio delle Grigne (Grigna ).

Bellagio è la località più famosa. Situata sulla punta del promontorio che divide i tre rami del Lario, è nota per le sue grandi ville (Villa Melzi e Villa Serbelloni, sede della fondazione Rockfeller) e per la tipica scalinata dei negozi, sulla quale si affaccia la villa di Franz Liszt. Vi trascorse una giornata il presidente Kennedy.

Scendendo verso Como, nella zona del ponte del Diavolo – così chiamato per essere un leggendario luogo di raduno di maghi e streghe – è obbligatoria una fermata ai Sassi Grosgalli, che con la sottostante Villa Lucertola formano uno scorcio di incomparabile suggestione. Più a sud, a Nesso, sono da segnalare l’imboccatura dell’orrido e il ponte della Civera.

Una nota a parte merita la misteriosa villa Pliniana, a Torno, teatro di antiche leggende e simbolo del romanticismo letterario europeo. Nei suoi saloni furono ospiti Manzoni, Foscolo, Stendhal, Byron, Verdi, Bellini, Rossini. Vi soggiornò Napoleone. Leonardo da Vinci studiò la fonte intermittente che sgorga da una roccia, oggi racchiusa nel cortile interno dell’edificio. Fogazzaro vi ambientò il romanzo Malombra, da cui le scene dell’omonimo film di Mario Soldati.

Dopo Blevio, il panorama di Como appare improvvisamente scendendo la provinciale “Lariana”. La città gode del tipico tramonto sul lago, quando il Sole cala sui colli di Villa Olmo. Di notte, spicca illuminata la cupola azzurra del Duomo.

È attivo sul lago un servizio di navigazione di linea. Le crociere più lunghe fanno capo a Como, con partenze alla mattina e rientro alla sera (possibilità di sosta nelle località prescelte). Il servizio è attivo da quasi due secoli ed è inserito a pieno titolo nella storia stessa del territorio. È ancora in funzione l’ultimo battello a vapore, il ‘”Concordia”, orgoglio della flotta, dotato di grandi ruote a pale.

Nonostante la figura del pescatore professionista sia quasi praticamente scomparsa, il pesce di lago è comunemente servito nei ristoranti rivieraschi. Il piatto tipico è costituito dal Misultin (agone essiccato).

Il clima è quello continentale della Lombardia, temperato dalla massa d’acqua lacustre. Meno mite, comunque, del Lago di Garda, presenta piccole differenze da zona a zona. È più freddo nel ramo comasco (specialmente nella sponda interna), è più dolce nel centro lago e lungo la riviera orientale lecchese. Le precipitazioni sono maggiori a occidente e nel Triangolo Lariano.

La vegetazione è ripartita per zone altimetriche, con essenze mediterranee lungo la costa, quercie e castagni nella zona collinare(500-800 metri), faggeti, abeti, larici e pini mughi in montagna. il piano più elevato (fino a 2000 metri) è caratterizzato da ginepri, rododendri, mirtilli e ontani verdi.

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